martedì 27 febbraio 2018

Risentire i vecchi dischi di Mauro Picotto a qualcosa serve.

Ora, il vero gioco sarebbe fare un post sul blog così - PEM! - senza preavviso, un piombino tirato sulla nuca all'improvviso, lanciato da qualche giovane bastardo camuffato nei cespugli, che senti solo il PEM sulla nuca e quando ti volti non c'è, senti solo il frusciare dei cespugli.

Il vero gioco sarebbe uscirsene così, ex abrupto, come facevo io una volta nel fiume, da bambino, a tirare colpi di fionda; non succedeva contro i passanti bensì contro i topi, ma la sostanza è la medesima.

Sarebbe bello uscirsene così con PAM qualche bella notizia, ed invece no.

L'unica notizia è che non ci sono notizie, io passo il mio tempo come al solito, cioè non tirando più sassate ma meditando, riflettendo e guardandomi intorno, esaminando la situazione della vita mia e degli altri, come al solito si potrebbe dire. Sto ancora ascoltando gli stessi dischi dal 2008, realizzando con terrore che non solo "l'ultimo disco degli Earth" è di dieci anni fa, ma che non è nemmeno l'ultimo. E peggio che mai, la maglietta che comprai dieci anni fa, promozionale per quel disco, non solo non mi entra, ma è stata anche ristampata; però non ha la banda dorata col logo del gruppo su una spalla, quindi la mia ha un valore in più. Stavo anche risentendo i vecchi dischi dei Pain, soffrendo proprio con la riflessione del "ehi, son passati dieci anni".

Di tanto in tanto, come si sa, rifletto e mi commisero da solo, pensando "Oh belin, che vita di merda che ho", per poi autoconsolarmi alcuni minuti dopo, riflettendo a mente più lucida - non dico "più fredda" perché in questo momento a Milano siamo sottozero, e mi pare di essere Artemio nella nota scena del noto film con Pozzetto, che però non cito perché in queste ore sta spopolando sui social in risposta - appunto - all'ondata di freddo, e quindi non vorrei essere banalizzato.

Fattostà che, oltre al freddo, realizzo che spesso mi preoccupo a vuoto; dev'essere il contrappasso di pensare subito alle cose, talmente subito che ci penso prima, talmente prima che mi preoccupo DECISAMENTE prima che le cose possano andare malissimo, mi prendo subito male e penso che la mia vita sarà lacrime e sangue. 

Poi, appunto, mi calmo.

Una delle cose che maggiormente mi calma, oltre alle fiondate sulla nuca dei topi e il pane intriso nella maionese, è notare piccoli eventi casuali che mi ricordano una semplice verità: non esisti solo tu al mondo. Fortunatamente, aggiungerei io.

Questo mi fa notare, per esempio, gente su Facebook che non sento da anni che scopre il suo nuovo, primo lavoro, oppure persone che sapevo essere dei trogloditi tecnologici materializzarsi su Telegram. Od ancora persone che un tempo frequentavo riapparire con una vita nuova - generalmente nel connubio, ultimamente, vista l'età, "moglie e figli", oppure colleghi di lavoro nuovi, persone mai viste e sconosciute, che se ne escono con percorsi di vita che io mi son sognato, tipo la collega più giovane di te recentemente promossa ad indeterminato, dopo solo un annetto di lavoro da quando esiste, o, per contro, la collega più anziana che rimane indietro.

Poi allora realizzo che sì, è vero che ognuno si fa un po' la sua vita. E' vero che effettivamente ciascuno è diverso e ha il suo percorso, è vero che nessuno può prevederlo. Perché altrimenti si rischia di fare come me - cosa che alla fine, flash news, facciamo tutti - si cerca di prevedere, e si sbaglia. Si cerca di applicare "il vecchio schema" al nuovo, dove il vecchio schema siamo noi. Siamo sempre andati bene nella scuola, andremo bene all'università, andremo bene sul lavoro. Quello lì era un buffone, non andrà bene nel lavoro. 

Non solo non è detto, ma è anche stupido pensarlo, me ne rendo conto. Ed è stupido cercare di confrontarsi, di paragonarsi agli altri; confrontarsi - nel senso di "cercare di trarre spunto e miglioramento" - va sempre bene, ma "confrontarsi" nel senso di "lui dovrebbe essere così" è sbagliato. Da ambo le parti. Io non ti dirò come cuocere la pasta e gestire il tuo stipendio, ma tu, possibilmente, fai altrettanto; a meno di non fare palesemente delle cavolate allucinanti, tipo cuocere la pasta con l'acqua fredda. In tal caso, guai a Dio.


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