mercoledì 15 novembre 2017

Stagioni diverse - King non c'entra.

Stagioni diverse, e periodi uguali.

Prima stavo risentendo un vecchio disco dei Crookers, e mi sono commosso. Non tanto perché mi fossi ricordato di quando ero andato a vederli dal vivo, indossando il chiodo col logo dei Venom (fatto da me, mica noccioline), con la precisa intenzione di risultare fuori posto - passando altresì da hipster totale ante litteram. Peraltro in quell'occasione avevo scommesso sull'imminente successo dei giovani Ego Troopers, in quel periodo nuova sensazione della musica underground, e avevo indovinato.

Ed in quella occasione mi feci dare del samurai da una ragazza a caso, che trovava il mio codino - fatto per smaltire il caldo disumano che sviluppi andando a ballare con il chiodo - molto da samurai, appunto, anche se io mi sentivo più simile al padre di Tatewaki Kuno - al secolo, il preside della scuola - in Ranma 1/2.

Dicevo che stavo risentendo Dr Gonzo dei Crookers. Lo risento, e mi trovo un brano che qualche anno fa sentivo sempre; la sentivo sempre e la canticchiavo ancora più spesso.

Bust'em up, bust bust bust bust'em up, bust'em up.

Rimaneva in testa.

Bust'em up, bust bust bust bust'em up, bust'em up.

Rimaneva veramente in testa.

C'era un mio caro amico che come me la canticchiava spesso. Quando lo conoscevo era coinquilino con un altro mio amico; in realtà non mi ricordo chi avessi conosciuto prima, dei due. Forse lui, forse l'altro, non mi ricordo.

Fattostà che lui pure conosceva quel brano e quel disco. La metteva agli eventi sociali del nostro gruppo di poveri disadattati, in cuffia, in autoradio, in spiaggia. La canticchiava ogni tanto con quel modo di fare a metà fra il prendermi in giro e il tirare fuori un meme interno. Poi s'è fidanzato con una, tempo breve e va ad abitare con lei. Lo vedo un pochino meno, ma gli mando ogni tanto il video, da Facebook, come dire "ti ricordi, sembra ieri". E in effetti era ieri.

Poi succede che si sposa, gli continuo a mandare i Crookers, anche io ora come meme misto ricordi. Poi lei rimane incinta, a breve avranno una figlia; gli rimando il brano, sempre via Facebook, così lei già nasce col segno giusto, gli dico, vedi che inizia ascoltando la musica giusta (avrei potuto proporre anche i Can, pensandoci, ma probabilmente era un po' troppo per una neonata, anche se forse i Faust potevano andare).

Adesso la piccola ha già qualcosa come sei mesi, forse di più. Non ricordo cos'ho mangiato ieri sera, figurati ricordarmi puntualmente quand'è nata lei. Con l'anno che ho passato, poi, figurati.

Però sto ancora sentendo quel disco, di tanto in tanto.

E mi commuovo, mi pare che il tempo sia passato a una velocità che fatico a capire. Cosa sarà stato, due, tre anni fa. Avevo venticinque, ventisei anni. Se ci pensi, a numeri non è tantissimo, da ventisei a ventinove. Da ventisette a trenta, cosa sarà. Alcune cose sono uguali, tipo il chiodo dei Venom, che è ancora lì a prendere polvere ma lo metto, quando serve. E alcune persone che conosco sono identiche, specie quelle che avevano più di trent'anni già allora, e adesso sono pressoché immutate.

Poi realizzo che in realtà è passato un casino di tempo, la distanza separa le particelle dell'atomo è un incommensurabile abisso (cit.),e pochi anni sono stati in realtà enormi. Ogni tanto ci penso, e la cosa mi mette a disagio; poi però ci ripenso, e mi mette meno a disagio. Voglio dire, in tot anni non saranno mica successe solo cose negative, no? Ho fatto cose, visto gente, imparato nuovi trucchi, beneomale la vita è andata avanti, anche se all'improvviso sei vecchissimo (cit.) e non ti aspettavi queste cose, non ti aspettavi che il tempo passasse così in fretta.

Te ne accorgi quando pensi a quante persone non frequenti più dei tuoi migliori amici dell'epoca, vuoi per sfiga, vuoi perché sei stronzo tu, vuoi perché lo sono loro. Vuoi che tre anni fa accompagnavi gli amici a studiare in biblioteca, che tu avevi appena finito e cercavi lavoro, ed oggi la biblioteca manco sai cosa sia. Vuoi che due anni fa iniziavi a lavorare come stagista dei falliti e avevi abbastanza tempo da leggere Faulkner fino alle tre del mattino - tanto non dormivi uguale, mentre oggi la voglia di leggere è zero, e passi il tempo quand'è tanto a leggerti gli ultimi numeri di Steel Ball Run, che vuoi sapere come va a finire con Diego Brando. Vuoi che hai sempre la sensazione che la vita, come già detto, abbia bussato prepotentemente alla porta delle vite tua e dei tuoi cari, qualcuno era pronto e l'ha accolta con arance e dolcetti, come si fa con Babbo Natale, qualcun'altro non era pronto ma se l'è cavata con un cinque e mezzo e al posto, qualcun'altro ancora è praticamente morto ma è tornato, alcuni non sono mai tornati, portati via dall'onda di piena e, a differenza di Sandokan, non sono stati salvati da un principe inglese.

Però le cose sono anche migliorate. Se ricollego i ricordi tutti insieme, se creo uno schema come quello dei maniaci nei film americani, con la mappa, i puntini, e i fili tutti a collegare tutto, esce anche una figura carina. Qualche anno fa, quando sentivo i Crookers alle feste, sapevo sì e no mettere insieme due uova per fare la pastafrolla. Oggi almeno la pastafrolla la so fare bene, per non voler dire di più e passare per vanesio. 

D'altronde, siamo tutti migliorati. Come nei migliori romanzi di formazione.

I quali spesso ad un certo punto finiscono, tipo così.

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