giovedì 27 novembre 2014

Comunque, "Ayla figlia della terra" non è un porno.

Avrei voluto suonare nei Kraftwerk, ma posto non ce ne era più. E poi non ho ancora almeno sessant'anni, non so fare il tecnico video (unico motivo per cui un under 60 potrebbe stare nei Kraftwerk), non amo la bicicletta e non ho vissuto in Germania.

Gli altri requisiti però c'erano, eh. Però dai, a ognuno il suo posto. A quel punto, penso, avrei anche potuto, che so, sostituirmi a Jarre, ma lì le difficoltà aumentano: oltre a non sapere il francese, non ho la metà della sua competenza musicale. Comunque mi rendo conto che con certi personaggi è difficile fare gli impersonator, non tutti sono facili da imitare come Elvis, voglio dire.

Ed insomma, a ciascuno il suo. Mentre io sono qui che mi ricordo di quando andavo a casa di mia nonna per qualche giorno, e mi installavo nel tinello - che diventava automaticamente la mia stanza per un po', e dato che l'unica cosa utile in quella stanza erano un grosso stereo (mai usato) e una copia di "Ayla figlia della terra" (che, a dispetto del titolo, non è un porno ma un bel libro), passavo ore a leggere quel libro e a sentire il primo disco di Jarre in loop, a volume moderatamente basso - e anche se fosse stato alto, mia nonna era un po' sorda. E a volte non mettevo il primo, ma il secondo. Io son qua che mi perdo nei ricordi, e intanto il tempo passa e lei non torna più, per colpa di chi, chi, chi, chi, chicchicchiricchì (come cantava ai tempi d'oro Zucchero, ma forse ho già fatto questa battuta). 

Mi perdo un po' nei ricordi perché - viva la novità - sono un momento stressato dal momento presente (cosa evidenziata perlappunto dal mio ritorno alle stampe, scrivo sempre quando la valvolina della pressione-stress supera i milleduecento millibar), e quando sono stressato mi sogno sempre casa di mia nonna, oppure di dover superare esami e prove scolastiche inutili e passate (tipo l'esame delle elementari, oppure interrogazioni singole del liceo - però in mezzo a ragazzi molto più piccoli di me - ed in genere a fine sogno realizzo che è tutto inutile, in quanto ho già titoli di studio ben superiori). E quindi mi è ritornato in mente di quando ascoltavo Jarre lì, di quando andavo a casa della nonna, magari d'estate, di un'estate in cui ero contento perché avevo fatto delle spesucce ed ero riuscito ad uscire con la nonna (che all'epoca camminava ancora bene), consistenti in un romanzetto per ragazzi, preso alle bancarelle sul lungomare di Corso Italia (mia nonna abitava nei paraggi, noto quartiere-bene di Genova), lo speciale di PK del millenovecentonovantasette (quindi sono un paio di anni fa, eh), e una specie di scheletrino di gomma, o a molla, non ricordo bene (che mi pareva fosse in omaggio col romanzetto, di quelle scematine di plastica offerte insieme ai libri dalla Mondadori).

E in quel pomeriggio ero contento, avevo comprato queste cosette ed ero uscito a prendere anche un gelato, sempre sul lungomare; in quell'occasione mi ricordo pure che, mentre mia nonna era seduta a prendere detto gelato in coppa, io ero lì a gironzolare (non mi andava di stare seduto, e avevo scelto un gelato più proletario in cono). Notai allora un piccolissimo bambino, due, tre anni massimo, la cui giovane mamma era intenta a chiacchierare con altre mamme-bene della Genova-bene; fattostà che il marmocchio iniziò a gironzolare, avvicinandosi pericolosamente alle strisce pedonali e rischiando così di buttarsi a caso in strada. Avvertii la madre che - orrore! - si buttò sul pargolo, recuperandolo (riempendolo peraltro di insulti e contumelie, manco fosse colpa sua), e ringraziandomi (beneomale l'avevo pure salvato dalle strisce, cosa di cui rimasi fierissimo per anni).

Mi ricordo di questi dettagli, mentre intorno la situazione prende forma senza prenderla, nel senso che prosegue per inerzia; ad un mese e poco più dalla mia laurea, poche novità, poco lavoro e tanti tentativi, ma non demordo. Come avevo scritto eoni fa, a settembre/ottobre 2014 sarà "tutto finito" e si dovrà iniziare a lavorare. Cosa che appunto sto facendo. Le preoccupazioni e l'ansia mi causano attacchi di incipiente decolorazione tricotica, ma questi sono dettagli. Va bene così.

Credo.

La settimana prossima magari vado a Torriglia a navigare ancora un po' nei ricordi, che mi fa bene.

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