martedì 16 settembre 2014

Michael Gira mi tiene compagnia mentre scrivo queste righe.

Nessuna notizia sul fronte dell'ovest, dell'est e di altri punti cardinali, potremmo dire.

E nessuna nuova, buona nuova, potremmo dire. Ma non è così, insomma. Diciamolo, questo proverbio "nessuna nuova buona nuova" è stato probabilmente creato da un consorzio di pigri, o di anziani, per giustificare l'inamovibilità e l'assenza di voglia di cercare qualcosa di nuovo. Forse da un consorzio di anziani liguri, nota razza di gente che non cambia mai.

Fattostà che, appunto, non ci sono novità. Il che è male. Vorrei novità, vorrei notizie, vorrei sapere, accipigna, se la mia tesi va bene, se posso stampare, se posso procedere a finire il lavoro e mettermi quindi, bello comodo comodo, in ciabatte, a giocare a Binding of Isaac (leggi: a perdere la vita), con una Vecchia Romagna sottomano per confortarmi ogni volta che perdo (leggi: ogni cinque-dieci minuti). Mettermi comodo per l'ultimo mese, yay, dell'ultimo anno, yay, di studio, di sempre, forse.

Anche perché manca un mese alla laurea. E' da due anni che ammorbo l'universo, qui sul blog, con la corsa dietro la laurea (ricordo un fumetto di Ortolani, dove i laureandi venivano raffigurati come una specie di mandria disordinata guidata da cowboys dediti a disciplinarli, e il motto era: "E' una grande corsa verso la laurea". E' vero). Son due anni che racconto tutto, dagli esordi cialtroni all'Unipd, comprensivi di annessi e connessi - dalla casa ai coinquilini alle serate tecno al Grindhouse a cui non sono mai andato perché non ho mai capito dove diavolo fosse, però ho i buoni sconto ancora conservati - fino alle parti più avanti, quando, ormai ritornato a casa mia, ho continuato a studiare in solitaria. 

Tutta la lunga saga della mia tesi, nata con un'idea e presto diventata un'altra cosa, tutte le lamentele col relatore cialtrone, più in giro lui a perdere tempo che le donne fuma-fuma e bala-bala raccontate dal Raul Cremona dei tempi, fino agli esiti paradossali di trovarsi ora (a numero 3 - tre - giorni dalla scadenza ultima delle consegne tesi) a inseguirlo per la provincia padovana in cambio di una firmetta finale, per potermi poi, appunto, mettere comodo. E la rottura d'anima che deriva da un semplice ragionamento: avessi pisolato fino a ieri, fossi il tipo di alunno cialtrone che non fa nulla fino all'ultimo, me ne potrei stare; ma invece no, ho sempre lavorato puntualmente, con precisione, giorno per giorno un pezzetto di tesi, intervallando il tutto con lunghe attese di "aspettiamo che mi risponda, gli ho scritto". E puntualmente sentirmi rispondere "sei stato bravo, sì, ho mezzo letto, vai avanti così, ci risentiamo".

Capìsce? (cit.)

E' per questo che uno dice "ultimo mese dell'ultimo anno". Anche perché come ho detto da Padova mi han buttato fuori da ogni dottorato, almeno per ora, da Torino lo ignoro - ma sto aspettando i risultati delle pre-graduatorie, che stanno caricando oggi con un ragionevole ritardo di cinque giorni - e poi vedrò. Fuori dall'Italia si può ancora direfarepensarepreparare molto, ma, confiderò, sto prendendo altre decisioni, valutando, come si suol dire, "altre priorità" rispetto alla carriera universitaria - perché di quello si tratta - e quindi vedremo. Ma vedremo nel senso letterale, nel senso di "ora mi laureo a metà ottobre e nei giorni successivi mi informerò bene".


Questo perché, come al solito, prepari ed elabori piani, ma alla fine il confronto finale è sempre un'incognita X contro cui devi misurarti, e contro la quale non sai niente fino all'ultimissimo, un po' come quando il Pensatore si allea col Teschio Rosso, e quest'ultimo gli dice: "Tu cerchi di prevedere tutte le possibilità, ma resti scoperto davanti all'imprevisto, ma io, come il mio arcinemico Hauptmann Amerika, so bene cosa sia l'arte dell'improvvisazione".

Questo era solo per dire che i fumetti vecchi li leggo ancora abbastanza spesso da saperli a memoria.


E anche per dire che, appunto, come ho già detto più volte, pianifica pianifica ma alla fine devi vedertela giorno per giorno; il trucco sta nel preparare ammortizzatori esistenziali sufficienti a coprirti la stragrande maggioranza delle possibilità, per poi gettarsi e vedere come va a finire. Tipo adesso. Curricula pronti, qualche nome a cui mandarlo c'è, qualche diagramma ad albero su cosa fare-nel-caso-che-allora-sceglieremo c'è.

Busy, busy, busy, come dicevano in Ghiaccio Nove.

Il senso ultimo di questo post è che beneomale ho veramente finito tutto, ho finito tutto trentacinque minuti fa (cit.), e, come quando la prof di inglese alle medie mi richiamava, chiedendomi gentilmente di tornare a seguire la lezione e non andare ai capitoli finali del libro solo perché avevo già fatto quelli precedenti e mi annoiavo, anche adesso avrei già fatto e finito tutto da un pezzo, se non fosse stato per ostacoli indipendenti dalla mia volontà. Che sono quelli che mi fanno rodere di più; ripeto, fosse stata colpa mia... Macchè.

Comunque, finito per finito, ora riguardo bene indietro tutto, ora che il quadro è veramente completo.

E' stato molto bello, finisce la calda estate (cit.).

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