domenica 2 marzo 2014

Bar in vero marmo egizio affittasi, mente realizzasi, interni tinteggiasi.

Ed ancora una volta son lì da solo, come al solito nella mia mente, che mi pongo delle domande dandovi la faccia di qualcun altro, per cercare di risolvere i problemi o perlomeno di sistemarli. In realtà non volevo che finisse in questa maniera, ma ormai sono preso bene, e quando scrivo questo tipo di delirio va bene, alla gente piace, e se non piace vaffanculo, piace a me.

Oh.

Comunque sia, ho cambiato arredamento, prima sembrava di stare in un livello di Antichamber, ora ho messo marmi neri egizi ovunque, qualcosa un po' più carino, tipo i bar di lusso dei film. Non so quali film. So di averlo visto in qualche film. E di sottofondo lascio andare una qualche tipologia di house-lounge-chillout, quel tipo di musica che senti alle cinque di mattina, altrimenti ti deprimi terribilmente. Quelle cose tipo gli AIR e quella roba lì. Da sentire in spiaggia all'alba dopo la festa. Che poi comunque ti deprimerai uguale, perché magari in futuro riascolterai quella roba mentre sei in piazza Terralba sotto la pioggia in inverno, e penserai bestemmie irripetibili ricordandoti di una festa in spiaggia di anni prima, o di quando eri in crociera e facevi il bellissimo.

Una volta sono andato in crociera ad Abu Dhabi.

Ma non facevo il bellissimo. Ero già con la mia nota S.A., quindi figurati. Sono una persona perbene io. 

Comunque sia, sono dietro un bancone da bar inventato, in un ambiente inventato, con luce soffusa e marmi neri egizi, ribadisco. I marmi devono essere egizi, mi raccomando, che se no non va bene. E la luce soffusa dev'essere rossa. Ok, figuratevi la scena, marmi, eccetera eccetera. Rack coi bicchieri sopra il bancone, scaffalatura con gli alcolici dietro, poltroncine alte di velluto rosso davanti. Gli alcolici sono sempre le cose che piacciono a me: casse e casse di Peroni, bottiglia di Vecchia Romagna, bottiglia di Cremovo, bottiglia di Vov, altra bottiglia di Vecchia Romagna (se finisce la prima), bottiglia di Southern Comfort, bottiglia di Fernet perché sono vecchio dentro. Un giorno rilascerò un kit, con scritto "in caso di gioventù aprire", tipo razione K, con dentro una coppola, una bottiglia di Fernet, un bicchiere sbreccato e consumato da anni di lavastoviglie sbagliata, una mappa dei lavori in corso di buona parte della città e un frasario pronto, con cose tipo "Ve lo buco quel pallone".

Comunque, figuratevi il nuovo bar nella mia mente. E' un locale sciccosissimo dove servono solo cose orrende. Tipo gli alcolici di cui sopra. E anche il Martini, ma possibilmente senziente. E quella del Martini senziente me la sono bruciata per sempre, dovrei spiegare la battuta ma non ne ho voglia, ne riparlerò (oppure googlate "sentient martinis" e capirete). Comunque, una volta avevo visto un nero (non posso più dire brutte parole da quando ho perso dei soldi a briscola con la delegazione di Ovada delle Pantere Nere), diciamo un afroamericano, al concerto dei Turbonegro (giuro), con una bottiglia di Martini intera in mano, a bere così, tranquillo, dalla terza quarta fila. Che eroe.

No comunque ricomincio per la sesta volta. C'è il bar, dicevo, e seduto allo sgabello, quindi davanti a me, c'è C.G.B Spender. Più noto come "Uomo che fuma", quello di X Files per intenderci. Dò per scontato che tutti conosciate X Files a memoria, e quindi sappiate chi sia quel signore lì. E' lì che fuma (ma va), e mi guarda con quegli occhi azzurri penetranti che ha solo lui; aspira piano, mi guarda, spegne la sigaretta nel posacenere (anch'esso di marmo nero egizio), mi guarda. Si accende un'altra Morris, mi guarda. Io lucido bicchieri come un barista irlandese, ma il bar è egizio, quindi vaffanculo. Ci vorrebbero delle ballerine di lap dance. Improvvisamente parte "Alors on dance", e allora il clima è perfetto. Spender mi guarda.

"Allora, che cazzo c'è?"
"Non era questa la battuta, sig. Spender"
"Lo so che volevi che dicessi "Conosco tua madre da più tempo di te, Fox", ma non mi presto a queste pagliacciate ripetendo l'unica battuta mia che ti ricordi a memoria"
"Non è l'unica"
"Dimmene un'altra"
"Ok, è l'unica"

"Ecco. Quindi già mi fai fare una comparsata in un blog di merda, quindi almeno mi spieghi cosa ci sto a fare qui?"
"Niente volevo inscenare un dialogo e lamentarmi"

"Credevo ti bastasse Critone per quello. O il cialtrone di Holden, o gli altri personaggi che hai inventato" - detta questa spegne la Morris e ne riaccende una terza.

"Sì no, ma volevo qualcuno di nuovo. E poi si figuri la scena sig. Spender, dialogo fra un barista in penombra e l'Uomo che Fuma in penombra con luce soffusa in un bar egizio con marmi egizi e musica house di sottofondo, pensi lei che..."
"E' una cagata"
"Così mi spegne"
"Senti pipi, non posso stare qua, devo apparire nell'immaginario di altre decine di persone. Fammi un favore, dimmi che diavolo vuoi e finiamo. Ti dò tempo due Morris ancora"

Rimango interdetto e mi servo un Cremovo. 

"Ma niente, volevo parlare un po' così, le solite robe, le difficoltà della vita, le cose difficili, quelle cose lì tipo..."


"Hai ricominciato a giocare a Hotline Miami vero?"
"No veramente no, sto giocando a Guacamelee"
"Ti sentivo bestemmiare prima, a ora di pranzo"
"Effettivamente non è un gioco facile, ma non sono queste le cose difficili di cui mi lamento, è più tipo..."
"La tesi?"
"Sì no ma anche, ma anche tipo..."
"Tua mamma?"
"Sì ma mi lasci parlare..."
"Conosco tua mamma da più tempo di te, Fox"

Poso il bicchiere di Cremovo, apro il frighino sotto il bancone e prendo un pacco di arachidi salate coperte di formaggio. O di crosta al formaggio, o non so cos'altro sia. Le metto sul bancone, ne prendo una manciata, mangio, sbrodolo ovunque, poi affondo la faccia nelle arachidi e piango. Principalmente perché ho sentito una delle mie battute preferite da uno dei miei personaggi preferiti, poi realizzo che tutto ciò accade solo nella mia mente, allora mi calmo e mi ricompongo. 

"Comunque non sono Fox"
"Lo so, se no saresti un mezzo erotomane"
"A parte quello..."
"Comunque, cos'è che volevi dire?"
"Non mi ricordo. Che ho molto da fare, che mia mamma è sempre lì che mi ottunde, che.."
"Lo sai che solo i sedicenni si lamentano della propria mamma?"
"Signor Spender, quanti sedicenni hanno una mamma che ritiene elettrificata l'acqua che esce dalla lavatrice? E che conseguentemente, siccome l'acqua circola in tutti i tubi della casa, non vuole che ci si lavi nelle ore immediatamente successive lo scarico della lavatrice nel timore di prendere la scossa?"
"Penso nessuna"
"Faccia lei"
"Capisco"
"Bene. Ed è solo un esempio"
"Capisco"
"Poi pensavo che l'unica soluzione ai problemi è alzare la difficoltà"
"Ti ricordo che la modalità "European Extreme", in Metal Gear Solid 2, non l'hai mai manco voluta cominciare"
"Non mi metta in imbarazzo per favore, questi sono dati sensibili"
"Va bene, va bene"
"Comunque non volevo dire quello. Volevo dire che, essendo un po' stressato, pensavo: l'unica è distrarmi un po', magari facendo qualcos'altro. Cioè paradossalmente, ho da fare, mi rilasso con più cose da fare"
"Non capisco"
"Pensavo di aggiungere MMA al pugilato"
"Ah per sfogarti. Capisco. E io che c'entro, quindi?"

Rifletto per un secondo. E' il momento della riflessione finale.

"Può prestarmi una trentina di euro per l'attrezzatura? Devo dei soldi alle Pantere Nere"




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