lunedì 10 giugno 2013

L'altra sera a Top Gear c'erano di sottofondo i Fuck Buttons.

C'era una bella frasina detta dal dottor Mordin Solus con cui volevo aprire questo post, ma non me la ricordo più, e siccome Solus non è Fabio Volo, bensì è decisamente meglio, non posso sparare una frase a casaccio e sostituirla. Quindi devo lasciar perdere l'incipit carino.

A parte questo tutto bene, dai. Ho la sensazione di essere più povero in canna che mai, chissà perché; forse perché ho controllato il mio conto corrente l'altro giorno, scoprendo di avere la meravigliosa cifra di 86 euro. O erano 36? In ogni caso erano una miseria. E la cosa non mi fa piacere, per capirci; comunque, almeno mi devo preoccupar poco: fra pochissimo la stagione a Padova sarà finita, e me ne tornerò a casetta mia, col bastone in spalla e il fagotto, per un periodo indefinito. Non so se rientrerò, se tutto va bene a settembre avrò pochi esami, tutti fuori Padova, e lasciando perdere l'idea di seguirli (long story short: facendo un interateneo Padova/Venezia, quei pochi esami sarebbero tutti a Venezia, donde il dubbio; seguirli e spendere milioni in treno? Prendere casa lì? Tutte scelte costose che mi spingerebbero ad essere non frequentante, ma a quel punto val la pena stare a casa), non so bene cosa fare. Non amo le situazioni in cui non sai cosa fare perché hai pochi dati. Che noia.

Posto questo, ancora una volta mi escono infinite scelte per il domani, per il dopodomani e per il postdomani (come diceva mia nonna); sembra quasi che il caso, la sorte o chi per essa lo faccia apposta: sei lì bello tranquillo che ti sei fatto il tuo piano per i prossimi mesi, sei bello rilassato e contento, ed ecco che zac, arriva un imprevisto, peggio che nel Monopoli. Che poi nel Monopoli almeno le case costano poco, son ancora in lire, figurati. E quindi o ti riveli adattabilissimo, pronto a cambiare i piani da un momento all'altro, oppure non fai nessun piano e aspetti; ma onestamente, in questo caso, mi sembrerebbe di essere in balia delle onde, e sinceramente avrei troppa paura - proseguendo l'allegra metafora marinara - di schiantarmi improvvisamente. 

Piuttosto preferisco pensarmi sempre qualcosa, cercare di adattarmi, darmi qualche punto abbastanza sicuro e poi vedere il dafarsi; detto questo, ancora una volta si sono prospettate possibilità per il futuro, che aprono rose di altre possibilità, che aprono altre rose ancora, e così via, così discorrendo. La solita noia. Le solite cose. Le solite incertezze, che non sono propriamente incertezze, sono cose troppo varie. L'unica è cercare di trarre qualcosa di utile da tutto, come quando mangi un piatto di cozze; non sai quante ne avrai nel piatto, non sai quanto avrai voglia di mangiarle, ma intanto te le mangi una per una. 

Questa metafora faceva veramente schifo, ma d'altronde ho appena mangiato un Kinder Bueno scaduto il 20 maggio, voglio vedere se sopravvivo o se sviluppo dei superpoteri.

Ed anche questo è vero.

Come il fatto che la metafora è orrenda.

Max Muller mi odierebbe, penso. Ma anche i Fratelli Grimm, che non lo sa nessuno ma erano dei linguisti e dei filologi della madonna, prima di fare i favolisti per il cash. Sento che quello sarà il mio destino: fare l'uomo di cultura e poi riciclarmi facendo qualcosa di stupido per le masse. Già uno dei miei coinquilini mi ha chiesto di tradurgli delle frasi da Bacio Perugina per una sua app di frasi da Bacio Perugina che ha messo in giro. E' segno, chiaramente.

Che poi niente, me ne voglio andare via; l'altro giorno ero a casa di un'amica, che ora vive col fidanzato, e pensavo che anche io voglio andare via di casa, più fortissimamente che mai, perché sono veramente stufo di vivere a casa mia, dove ormai le ragioni di farlo si contano sulle punte delle dita di Alex Zanardi.

Scusa Alex.

Diciamo così. Ed intanto passo la serata ascoltando techno hardcore, così, perché quel beat ipnotico e continuo ti fa prendere non dico bene, ma almeno ti ipnotizza quel tanto che basta da permetterti di scrivere a fuoco una marea di cazzate, da cui un team di egittologi, ufologi ed esperti vari dovrà raccogliere del significato per esporlo al pubblico; significato, quale significato? Che vengo veggiu, come dicono i liguri, e penso che seriamente, voglio finirla qua. In tutta franchezza, mi sono scocciato dell'università, della vita domestica, della vita da studente, ho veramente voglia di fare qualcos'altro, di chiuderla qua in fretta e darmi da fare, e soprattutto andarmene. Voglio uno schifo di casetta mia, un buco di pochi metri quadri degno del miglior Renato Pozzetto in "Il ragazzo di campagna", qualcosa dove mettere la targhetta "Specchio per soli geni" sopra lo specchio del bagno (come faceva Sfrizzo, lo zio furbo di Pippo), qualcosa dove incorniciare la maglietta dei Coroner e mettervi la targhetta "Rompere il vetro in caso di poser", qualcosa dove farmi un po' di sana - faticosissima, sudata, ma soprattutto mia vita.

E buona camicia a tutti, specie a Maurizio Costanzo e a Giangiorgio Pasqualotto.

Post scriptum: Giorgio Moroder è un figo. Ma lo era anche prima che i Daft Punk lo tirassero fuori dall'underground dei veri esperti per darlo in pasto ai ragazzini.

Post post scriptum: la frase nel titolo riflette un'assoluta realtà.

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