giovedì 2 maggio 2013

E' tipo il Buddha quello che saluta lì all'angolo?

L'altra sera mi ha telefonato il Buddha, per dirmi delle cose. Ed "il Buddha" non è un soprannome simpatico da film pulp-noir da attribuire a un amico particolarmente grasso, intendo proprio il Buddha, noto anche come Siddharta Gautama, quello che oggi milioni di fedeli buddhisti ascoltano pregano venerano eccetera. Insomma, quello lì. Se sostituite la frase "mi ha telefonato" con "m'è venuto in mente" e "l'altra sera" con "quindici anni fa", poi, la frase fila perfettamente.

Ed è vero.

Mi ricordo, difatti, che qualcosa come un diciotto anni fa, avrò avuto sette-otto anni, ero un bambino molesto. Anzi, a dire il vero no, non ero molesto, ero tranquillissimo; però ero paranoide nei confronti del dormire e della televisione notturna. Mio papà - come tutti ormai sanno noto personaggione - aveva infatti l'abitudine di tenere la tv accesa fino a tardi; come molti altri bambini, anche a me dava molto fastidio la luce accesa ed il rumore e tutto il resto, e come molti altri bambini andavo sempre a scocciare chiedendo di fare un po' di silenzio. La soluzione più ovvia, cioè chiudere la mia porta - o quella di mio papà - era ovviamente preclusa: la realpolitik di mia mamma, legata al controllo assoluto delle mura domestiche, vietava la chiusura di qualsiasi porta (perfino quella del bagno: andava chiusa solo accostandola, la chiusura a chiave era  - ed è tuttora - vietata), poichè "la mamma deve sentire tutto quello che succede".

A tal proposito, l'altro giorno - alla veneranda età di 24 anni, 25 il mese venturo - dopo una doccia, decido di asciugarmi in camera, e nel frattempo di perdere tempo giuocando con inutili app sul mio potente mp3-che-sembra-uno-smartphone-ma-non-lo-è, di una nota marca coreana che non citiamo per timore di ritorsioni dalla lobby Apple. 'nsomma, stavo asciugandomi - in silenzio, perché non è che la gente normalmente urli "ORA MI ASCIUGO IL CULO! ORA MI DO' IL DEODORANTE! ORA MI SISTEMO I CAPELLI" (anche se mia mamma lo fa, ndr), quand'ecco che, dall'altra stanza, mi sento chiedere se va tutto bene, perché "non sento nessun rumore dalla tua stanza". Ecco, così per dire.

Comunque, all'epoca, tornando al discorso di prima, facevo storie per il dormire, per il buio eccetera eccetera; abituato a farle a casa mia, ovviamente le facevo anche fuori. Coincidenzialmente, mi trovavo a casa di una zia, e mi rigiravo nel letto già da più di un po'. La zia, anziana, presumibilmente si era appisolata di fronte a un Marzullo qualsiasi, e io ero lì a penare, cercando di dormire, invano, nonostante fossero - orrore! - almeno le undici (vallo a dire a un bambino che le undici è presto, vai). Ad un certo punto, mentre ero lì a inveire e lamentarmi, ad un certo punto - giuro che è andata così - m'è venuto in mente il Buddha. Ma proprio il Buddha eh. Ora, come mai un bambino di quell'età conoscesse il Buddha E conoscesse anche il concetto di "il Buddha è la pace e la quiete interiore", lo ignoro. Illuminazione sulla via dell'India, forse. Però successe; mi venne in mente lui e pensai che, se lui era tranquillo, potevo esserlo pure io. A quel punto mi calmai e presi sonno; poi, negli anni a venire - siccome sono stupido e dò molto peso agli eventi casuali - ripensai spesso a quell'episodio quando si presentava la necessità di calmarsi.

Il senso ultimo di questo post è che, forse, oggi dovrei farmi tornare in mente il caro vecchio Sakyamuni (è sempre Buddha, ndr); nonostante abbia promesso di non farmi prendere dal panico ogni tre per due, e di non agitarmi continuamente per tutto - in primis le mie condizioni sentimentali, economiche e amicali, non necessariamente in quest'ordine - continuo a farlo. E' più forte di me. E' un richiamo, tipo quello verso un piatto di formaggio fritto.

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