sabato 6 aprile 2013

Chiudi tutto.

M'è capitato, negli ultimi due-tre giorni (in realtà molto di più, almeno una settimana, ma si sa che con me ogni cosa ha tempi biblici e soprattutto si sa che il mio "l'altro ieri" corrisponde a "un mese fa"), di riprendere qualche contatto con una mia ex. Niente di trascendentale, son cose che si fanno, niente di più che mandarsi una mail con "ehi ciao come va" e riassumersi in poche righe gli ultimi 6/7 anni di vita. Cose che capitano, cose che puoi fare con una ex come con un amico che non senti da tanto, come con un parente, nulla di particolare.

Spendo anche due parole sull'argomento parenti: no comment. Dovevano essere due, e sono due; la questione parentado, dopo la Pasqua, è più disastrosa che mai. Ne riparlerò in un secondo momento, penso; ora ho aperto la parentesi solo per introdurre la componente "parenti" nel discorso, che ora non servirà, ma fra qualche riga sì. Tenetela a mente.

Comunque, tornando all'ex, come ho detto non è successo nulla; qualche chiacchiera, qualche riassuntino, ciao come va, come vanno gli studi che fai nella vita, solite domande miste fra domanda di circostanza e sincera curiosità. Perché comunque se non senti una persona dopo tanti anni, un po' di curiosità ce l'hai. Dalla conversazione emerge che lei - lo dico in franchezza, non credo siano dati sensibili, e anche se fossero FUK IEA - ha mollato gli studi, cerca lavoro, insomma, ha la vita media di larga parte dei venticinquenni d'Italia nell'Italia montiana e accattona in cui siamo costretti a vivere. Anche lei, come molti altri, ha un partner, ormai alle porte della convivenza (quella fase particolarissima in cui non convivi ancora esplicitamente con qualcuno, ma passi così tanto tempo a casa sua che QUASI convivi; della serie "dove ho lasciato i calzini? Ah già, a casa sua"), cerca di sistemarsi anche per spostarsi in via definitiva, e in futuro chissà.

Ciò mi ha fatto venire in mente le parole di un amico, che l'altra sera, commentando la situazione di alcuni suoi conoscenti (della sua età) sistemati e figliati (si parla di gente intorno ai 27 anni circa), ha espresso un senso di "parziale invidia", della serie "io non lo farei mai, ma un po' li invidio, perché se posson permettersi un figlio vuol dire che son sistemati in qualche modo". Effettivamente. Effettivamente sistemarsi - non necessariamente con dei marmocchi, ndr - non sarebbe una cattiva idea; ne ho già parlato, e non è il caso di ritornare sull'argomento.

Tutto questo post in realtà - amo il mio pensiero sconclusionato e illogico che salta a conclusioni insperate - ha però un altro fine; sento che, ancora una volta, stiamo per chiudere un ciclo, l'estate sta finendo e il caldo se ne va. Come tutti sanno, mi piace proiettarmi nel futuro, mi piace portarmi molto avanti; sono il tipo di persona che, a gennaio, si fa i conti degli esami che avrà fatto a luglio, pensando che quindi a settembre avrà poco da fare, e quindi l'anno prossimo a gennaio sarà piuttosto libera. Giuro. E' malata questa cosa, ma è così. Ma tutti i grandi cambiamenti, e tutte le grandi porte che si-aprono-e-si-chiudono, non compaiono dal nulla, bisogna iniziarle da qualche parte. Come la mia ex che inizia a cercare lavoro per un fine, come l'amico mio che vorrebbe sistemarsi, come tutto. E io che ho fatto? Poco, a parte intimorirmi per l'imminente futuro, che busserà alla mia porta dicendo "ciao merda, ti porto l'incertezza e Mario Monti"; per evitare di farmi cogliere impreparato, qualcosa ho messo su. Anche se avrei preferito mettere via una ventina di sacchi di noci, ognuna delle quali custodisce in realtà un diamante, per un totale di circa venti milioni di dollari, come fece Zio Paperone in una storia di un vecchio Topolino fine anni Sessanta che ho da conto (mi piacque talmente tanto che ricordo A MEMORIA le battute di Paperone). 


In poche parole, sarebbe l'ora di iniziare ad afferrare la propria vita in modo saldo, e iniziare a dirigerla; una cosa l'ho fatta (torniamo al discorso di prima): ho chiuso definitivamente con il 90% dei miei parenti. Fra morti, carcerati e parenti che ho semplicemente deciso di abbandonare per sempre, ora me ne rimangono due o tre, principalmente mia mamma, forse mia zia (finchè non mi farà definitivamente girare l'anima anche lei, ed è già sulla buona strada) e un cugino. Basta, gli altri si arrangino. Chiuso con la famiglia, ce ne costruiremo una nuova.

Settembre 2014. Poco più di un anno e spiccioli. Con un po' di fortuna, grazie ad un piano elaborato insieme ad un amico, per quella data dovrebbe e potrebbe essere tutto finito; l'università, gli esami. Dal punto di vista negativo, anche la gioventù. 09/14 significherà iniziare tutto daccapo, iniziare a cercare un lavoro, una casa, una vita mia - con i miei affetti, che magari potrebbero diventare in futuro i miei parenti o la mia famiglia - e così discorrendo. La data mi sembra vicina e lontana, la respingo ma voglio avvicinarmi ad essa.

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