venerdì 12 ottobre 2012

Fumatori notturni.

Poc'anzi, diciamo almeno una mezz'ora fa (si sa che il mio senso del tempo è elastico...) mi sono alzato dalla mia stanza e sono uscito dal mio buio e umido antro. Capita infatti che questa sera sia rimasto a casa (anche i vip come me a volte al venerdì sera non escono... specie se non c'è nessuno per farlo), e quindi mi sia murato vivo nella mia stanza (approfittando dell'assenza totale di coinquilini) a perdere tempo con giochi di difficoltà estrema. Tipo Binding Of Isaac, per dirne uno.

Comunque sia, per evitare le piaghe da decubito, ad un certo punto mi son pure alzato, giusto per arrivare fino alla cucina, prendermi un biscotto (in culo all'obesità) e muovermi quel minimo.
Mentre uscivo, notavo la porta quasi aperta dell'unico coinquilino rimasto in casa, un baldo giovane uomo di 30 e qualcosa anni. Persona normale, passava pure lui la serata in assoluto relax, probabilmente facendo le stesse cose inutili che stavo facendo io. Nel mentre, fumava; ed uscendo si sentiva infatti un odore di sigaretta piuttosto marcato, un odore che una finestra aperta non riusciva perfettamente a smaltire.

Quell'odore, sebbene non fastidioso, riporta alla memoria sensazioni e ricordi sopiti; anni fa, quando c'era ancora mio padre, ricordo di pochi giorni, poche occasioni in cui mi trovavo da solo in casa con lui. Non ho mai avuto un ottimo rapporto padre-figlio (e un giorno riprenderò l'argomento, forse), perciò in quelle rare occasioni mi sentivo, come dire, in trappola. Se ero in camera mia, non osavo uscire, volevo evitare il contatto quanto più possibile (diversamente da quanto possa sembrare, ciò non accadeva nella sola "adolescenza ribelle", ma anche prima e dopo); se invece, malauguratamente, era in camera mia (ad esempio per il solitario di Windows, sua grande passione), tacevo e mi concentravo su una qualsiasi attività, cercando di non guardare nemmeno nella sua direzione.

Quand'ero ancora più piccolo, mio padre fumava; fumava Marlboro rosse, schiette, da camionista. Non a caso, faceva il camionista; smise quando ebbe un primo incidente di camion, e fu costretto dalla degenza ospedaliera a non accendersi più una sigaretta per mesi. Ovviamente perse l'abitudine. Ma prima di questo, appunto, fumava; non troppo spesso, ma abbastanza da farmi ricordare della cucina dal forte odore di fumo, del posacenere rosso che usava, della sgradevolezza dell'odore di tabacco. Puntualizzo: l'odore di sigaretta mi insolentisce; il che è curioso, visto che io fumo abbastanza regolarmente il sigaro toscano. Anche il mio ex vicino di casa, cinquantenne e forte fumatore, mi chiedeva spesso come questo fosse possibile, ma non sapevo dargli risposta.

Comunque sia, poc'anzi, passando difronte alla camera del mio coinquilino, queste sensazioni son tornate a galla; il ricordo del fumo e il desiderio di non passare di fronte alla camera di qualcuno. Con la differenza che oggi succede per non disturbare (vedasi il post di ieri), ieri succedeva per non voler essere disturbato.

Buonanotte a tutti e scusate per la parentesi Marzulliana.

2 commenti:

  1. "...aveva il fiero sospetto che una delle cose che avevano tenuto insieme il loro matrimonio (...) fosse il loro rispetto per il mistero: l'idea in parteafferrata, ma mai espressa che, stringi stringi, cose come il matrimonio, come l'unione, in realtà non esistessero; che ogni anima facesse per sé e, in ultima analisi, sfidasse la razionalità. Era appuno lì il mistero. E per quanto ti sembrasse di conoscere bene iltuo partner, di tanto in tanto ti imabttevi in un muro o precipitavi in un baratro. E talvolta (raramente, grazie al cielo) t'imbattevi addirittura in una sacca di estraneità totale (...) Un atteggiamento o un convincimentoche tu non avresti mai sospettato, e così particolare (almeno per te) da sembrare quasi psicopatico. Al che, procedevi in punta di piedi, se avevi a cuore il tuo matrimonio e la tua sanità mentale; cercavi di tener presente che la rabbia, davanti a simili scoperte, era il regno degli sciocchi, i quali davvero credevano che fosse possibile per una mente conoscerne un'altra

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  2. ecco, ho fatto tutto sto casino per un commento e poi ho sbagliato l'intervento da commentare. questo era per il post successivo.

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