domenica 21 ottobre 2012

Alla fine la cimice l'ho ammazzata.

Se fossi nato negli anni sessanta, e avessero fatto un fumetto su di me, sicuro mi avrebbero disegnato col mascellone, tipo Reed Richards prima maniera, che come tutti noi sappiamo è uguale identico a Mitt Romney. Comunque sia, a parte Romney e Richards (vedi, cominciano pure con la stessa lettera...), volevo fare alcune precisazioni su quanto detto in passato circa il coinquilinaggio.

Intendo: avevo già fatto il classico post "gioie e dolori del coinquilinaggio", misto a "vivere da soli, prime impressioni", però ora è il momento di fare un aggiornamento. Perché ne son successe di tali che ce ne è bisogno. No, in realtà non è vero, ma ci tenevo a fare delle introduzioni inutilmente pallose, principalmente perché sono andato in buffer overflow per eccesso di caffeina, e ora non capisco più niente. Sono giorni che voglio realizzare una traccia grindcore-elettronica con dei campionamenti presi da tv spazzatura (prevalentemente programmi di Canale Cinque), ma non ne ho mai avuto tempo/voglia, chissà perché; forse perché sfrutto i momenti liberi dalle lezioni per studiare, e quelli dallo studio per uscire, e quelli dall'uscire con lo stare a casa in camera mia, senza però poter far andare Reason a bomba perché il mio attuale co-stanzaro va a dormire alle nove e mezza dieci massimo, quindi ho un po' di noie (l'ipotesi "usa le cuffie" non mi tange, visto che le mie attuali cuffie, sostitutive delle solite, a stento mi fan sentire qualcosa), e perciò preferisco giocare fino a tarda sera a Binding of Isaac (e generalmente perdo).

Allora, dicevamo le novità.

-I turni di pulizia; se avete vissuto insieme a qualcuno, saprete che probabilmente le cose sono due: o ognuno pulisce i suoi spazi e gli spazi comuni sono gestiti sulla base di "chi ha particolari sbatte pulisce", oppure ci saranno dei sani turni di pulizia. In una casa abitata da sei persone, di cui quattro ingegneri (è il mio caso, yay!), sicuramente sarà così; quindi via ai turni sistemati e rigorosi: ogni sabato, una vittima sacrificale pulirà tutti gli spazi comuni, cessi e cucine, più ogni altra cosa che gli interessi. E scoprire che tocca a te è SEMPRE un trauma; sempre. Questa settimana difatti toccava a me: e via, mano al mociovileda, su la scopa giù la scopa (o come cazzo era la citazione...), mano alle spugne per i piatti per lavare TUTTO quello che è rimasto (e riporlo), mano alle spugne per il forno e per gli strati di muffa accumulati in sette giorni. Per poi scoprire (a pulizie finite) di aver fatto un sacco di operazioni o male o di troppo, perché d'altronde essendo qui da poco non potevo sapere. Ma cazzo. Almeno ora il bagno scintilla, prima gridava vendetta (a proposito, ho appena eliminato una cimice che m'era volata in camera chiudendola in un bicchiere e svuotandola nel water; non contento, nel water ho pure gettato qualche litro di sgorgante acido, così, per stare sicuro). 

-I problemi pratici; se hai qualche problema, in casa tua, puoi tendenzialmente contare sul consiglio/aiuto di qualcuno, generalmente un genitore o comunque un chicchessia che se la cavi. Se invece sei solo, o hai idea del da farsi, o ti arrangi in modo creativo. Per esempio, un pajo di giorni fa s'era rotta l'antina dello scolapiatti. No problem, anni di arte-di-riparare e di puntate di McGyver hanno risolto, e in pochi minuti l'antina è come nuova. La difficoltà di eliminare la cimice di cui sopra, o una falena grossa almeno così (immaginatevi un grosso gesto) un paio di sere fa, invece, è stata prossima all'insormontabile. Come si sa, ho paura delle bestiacce, figuratevi; penso che comprerò delle piante carnivore da IKEA nei prossimi giorni.

-Il piacere del rientro; quando sai che sei prossimo a rientare a casa dai tuoi, ti lasci andare. Compri spesa più zozza (non dico piatti pronti, ma quasi), inizi a cucinare a casaccio per far andare via le fondazze, perdi meno tempo a sistemarti tutto quanto perché tanto a giorni torni a casa, e soprattutto accumuli roba sporca come se non ci fosse un Dio, sapendo che fra poco laverà tutto la mamma. E, nel mio caso, non ti sbatti più a stirarti le camicie (amo indossare la camicia ed essere azzimato, checchè ne dica la mia significante altra), sapendo appunto che a casa qualcuno ci penserà. E' comodo tutto sommato, ed è il vero motivo per cui uno torna a casa, altrochè nostalgia e sticazzi.

A proposito, questo è il cinquantesimo post; per la cinquantesima volta vi ho spaccato le palle con deliri, aberrazioni, fesserie ed altre amenità. Grazie a tutti per le letture e la collaborazione (ma poi, che cazzo avete fatto?), continuate così.

Ps: la cimice era sul mio tavolo sotto un bicchiere da almeno un paio d'ore. Contavo di farla morire soffocata, o almeno di tornare a casa e dimenticarmela lì, nonostante la mia significante altra m'avesse fatto notare che:
1) Non è umano.
2) Povera bestia che fine orribile.
3) Potresti essere un serial killer, per questi atteggiamenti.

E me ne sarei fregato e l'avrei lasciata lì, se non fosse che un coinquilino mi ha chiesto "hai visto il MIO bicchiere? Si distingue dagli altri perché è azzurro". Cioè tutti i bicchieri della casa sono trasparenti tranne quello, che appunto non è "di casa", ma è proprio suo. E io quale bicchiere uso per intrappolare le cimici? Quello. Ma è proprio andarsele a cercare, penso; insomma, se non fosse stato per lui - che implicitamente rivoleva il bicchiere - o per il rischio di vederlo venire qui a prendersi il bicchiere e amen (lasciandomi con la cimice), l'avrei fatta morire asfissiata. E invece ho dovuto squagliarla nell'acido. Ma ci rendiamo conto.

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