venerdì 7 settembre 2012

Scarpe di pitone.

L'altro giorno c'eravamo io, Critone e Orson Welles (già ubriaco), e stavamo pensando di farci un pokerino, ma eravamo solo in tre. Dunque, visto che giocare a poker col morto non m'è mai piaciuto (che io peraltro manco le so le regole del poker, anzi, tutte le volte le imparo e me le ridimentico in corso di partita; io so giocare solo a briscola, a scala e a blackjack), e visto che anche a Critone l'idea non andava perché gli ricordava i bei tempi in cui andava a svegliare Socrate in cella (Orson invece stava zitto, perché appunto era già sbronzo), ci siam messi a parlare io e Critone di un paio di cosette (mentre Orson dormicchiava, ogni tanto inveiva qualcosa).

Insomma, stavo pensando che ho ventiquattro anni, perdiana. Cioè ho almeno un paio d'anni in più della maggior parte dei giovani e delle starlettes televisive/cinematografiche/musicali varie della terra. Son probabilmente (credo) più anziano di quella lì, quella che s'è tagliata i capelli per non restare imprigionata nel suo ruolo di Hermione Granger, come si chiama, cosa lì, Emma Watson. Sono sicuramente più vecchio di... boh, Justin Bieber? Di un casino di gente. Perfino Iggy Azalea (gran signorina) è più giovane di me. Per non parlare del fatto che mentre io sono qua che lamento il fatto di esistere e di essere italiano e privo di lavoro, a 24 anni, qualche tempo fa, a 16 anni, gli Immortal già incidevano. E mica incidevano noccioline eh.

Ma in realtà non volevo fare il discorso del "sono vecchio e inconcludente", perché in realtà non è vero. Volevo dire un'altra cosa. Volevo dire alla corte che non so com'è, ma sembra che qua intorno a me tutti si fissino su qualcosa, già a 19-20 anni, e a 24 sei già considerato un fossile. Intendo dire che quasi tutti si creano di te e di se stessi (quindi di tutti) un'immagine, intorno ai 20 anni, e poi non la mutano più; immagine intesa proprio ne senso di immagine fisica, di aspetto, di pura apparenza schietta. Pensa al povero Orson, quanti si ricordano che è stato anche giovane, prima di avere la barbazza? Orson, tu te lo ricordi quand'eri giovane? Ma no che non si ricorda, non si ricoda manco Critone, figurati un beone come Orson.

E quindi prima ero lì in cucina che guardavo le magliette stirate, e ne notavo una bianca, estiva, con un bel disegno estivo di palme-e-spiaggia (in realtà c'erano anche delle sagome di zombies e quella è una maglia promozionale di Dead Rising 2, ma amen), e pensavo, mentre prendevo il caffè, qualcosa tipo "non è più stagione per le magliette bianche, fa freddo". Però pensavo anche che, volendo, quest'inverno, fine autunno, si potrebbe ancora mettere, magari con una giacchetta carina, per andare, che so, a ballare tipo. Maglietta estiva e spiritosa, giacca, insomma fa un po' hipster ma ci sta. Poi pensavo che, su un completo del genere, un accessorio che ci sta - magari non su di me, ma in assoluto sì - sarebbe tipo una catenella metallica, non necessariamente d'oro, ma una catena, non troppo spessa, magari lunga. O perlomeno per me ci starebbe.

Alchè ho pensato che chiunque mi avrebbe subito detto qualcosa di molto simile a "cazzo fai?", sottolineando che io non sono tipo da catene, bensì da magliette dei Sarcòfago. E' questo che volevo dire. Cioè ti crei un'immagine, un aspetto, e difficilmente puoi evaderne; e se poi sei, per caso, come me, imparentato con Lady Gaga, o perlomeno fulminato e appariscente uguale, passerai sempre come uno "sopra le righe che tutte le volte si veste in modo strano". Che noia. Che poi veramente, metti un accessorio in più, una robina appena appena fuori dagli schemi, tipo che so una giacca d'oro, e tutti subito a dire che sei vestito in modo strano e fuori dal tuo standard.
Manco avessi un boa di piume, per dire. O delle scarpe di pitone. Mah. Secondo me, hanno tutti degli orizzonti di cicoria e delle limitatezze estetiche straordinarie.

Mi ricordo una volta che mi presentai a scuola con jeans e felpa, perché stavo malino e non avevo voglia di uscire, e tutti a dire "Oh, finalmente vestito in modo normale". Ma che discorsi oh.
Orson, passami un brandy, va.

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