mercoledì 4 luglio 2012

Winston a cavallo di un przewalski.

Boh, che poi alla fine della fiera avevo da fare.
No per dire, ero via. Come al solito nessuno mi ha notato, vado via senza far rumore, come in una qualche canzone italiana (che non ricordo assolutamente quale fosse). Va a finire che, come al solito, avevo da fare, e avevo poche idee per riempire questo blog. Oddio, di cose da dire ne avevo e ne avrei, tenendo testa anche al profilo che ho messo qui su Blogspot eccetra eccetra, ma sticazzi, non potevo mica ritornare sempre sulle stesse robe.

D'altronde, di fatto, nelle ultime settimane sono successe sempre le stesse robe. Mangio, dormo, leggo, mi alleno, perdo tempo, gioco a Minecraft, esco, suono. Insomma le stesse cose da un bel pezzo. Circa da marzo, direi, da quando - accipigna - mi sono laureato; parlavo l'altro giorno con una mia ex compagna di corso, una bravissima ragazza a cui voglio un gran bene (anche perché se esistesse una definizione di "persona gentile" per eccellenza sarebbe lei, è proprio tipo una di quelle damigelle setteottocentesche, è una damigella nata. Credo di averle sentito dire "cazzo" una o due volte in quattro-cinque anni, e peraltro solo in occasioni epiche tipo "mi hanno bucato le gomme della macchina"), e lei ironizzava, dicendomi "Dai, sei già in vacanza, noi studiamo". 

Eh ma almeno fate qualcosa, perdiana. Ed io invece sto qua, e non posso manco insolentire tutto il giorno tutti quanti perché - chiaramente - la gente ha da fare (a differenza di me). Manco sul lavoro ci sono novità, son sempre lì a litigare con le offerte di lavoro. Mi propongo anche per le cose più umili, in pieno stile "Zio Paperone e/o self-made-man", ma nessuno mi risponde. Poi però rido, perché vedo le stesse inserzioni per settimane. Per la serie: forse abbassare gli standard vi gioverebbe.

L'altro giorno, per esempio, mi han chiamato per un lavoro particolarmente raro ed insolito ("Addetto antiriciclaggio del denaro"); la cosa buffa è che l'annuncio era stato pubblicato un cinque-sei volte, di cui la prima con requisiti semplici (cercasi semplice impiegato, maturità, se possibile laurea triennale economica o giuridica, voglia di lavorare), e le altre con requisiti disumani (conoscenze legali, esperienza in materia, laurea magistrale in legge o economia). Da dire: chi ci va, qui? Un professionista o uno qualsiasi? Nel dubbio, mi candido. Mi richiamano e - zac! - subito scattano le richieste difficili. Quali competenze legali ha e sticazzi. Io rispondo, onestamente, che non ne ho, ma che mi basavo, umilmente, sul primo annuncio. Per tutta risposta, han farfugliato qualcosa e son scomparsi, probabilmente galoppando verso il lago Baikal a cavallo di uno przewalski (questa frase ha perfettamente senso, e se non lo capite sono problemi vostri). 

Perlomeno spero siano fuggiti. Che senso ha, infatti, creare annunci semplici, poi renderli impossibili, e poi lamentarsi per l'assenza di richieste? Lo ignoro.

Nel frattempo intanto fa caldo. E' il terzo giugno più caldo del secolo (l'han detto ieri al tg; lo so che è luglio, ma se han detto che è giugno è giugno, che vi devo dire), e la disoccupazione giovanile è al 30% (i due dati non sono relati), cosa che hanno ribadito anche un paio di settimane fa, mi ricordo benissimo. Mi chiedo a questo proposito quale sia il senso di questa strategia (oggi parliamo di molte cose senza senso, o Critone, tipo la pasta con le sarde), cioè del ripetere ciclicamente alcuni dati sconfortanti: il numero di stupri, il numero di negri che passano (dati spesso relati, secondo la tv), il numero di furti in villa (pure), il numero di disoccupati, eccetera eccetera. Ogni due-tre settimane c'è l'incredibile inchiesta, novità dell'anno, sullo stesso argomento. Perché ripetersi? Per spezzare i nostri spiriti? Per infiacchirci? Per farci amare Mario Monti?

Non lo so, ma mi sento tanto tanto Winston in questi momenti: non perché bombardato dai dati del Teleschermo del Grande Fratello, ma perché anche io, come Winston, ho la sensazione di essere l'unico a ricordarsi le cose. Possibile che nessuno ci faccia caso? Perché al tg c'è sempre lo stesso servizio e nessuno alza un coro polifonico di pernacchie per zittirli tutti e cercare così di migliorare la qualità editoriale? Perché la Cesara del Tg5 introduce tutti i servizi come una vecchia comare, dicendo "Pensate!" prima di ogni servizio, con un effetto drammatico? Qualcosa tipo "La disoccupazione, pensate, è al 30%!", oppure "Pensate, il ladro era di origini senegalesi!", o ancora "Pensate, è riuscito a giustificarsi alle forze dell'ordine così!". 

Io penso che non ci sia proprio ragione per cui tu debba dirmi di pensare, cara Cesara.

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