venerdì 6 luglio 2012

Insomma, le magliette degli Impetigo.

L'altro giorno m'è capitato di andare a vedere i Die Antwoord. Intendo, alla gente normale capita, che so, di trovare un portafoglio a terra (specie se si è Gastone Paperone), o di incontrare un amico, a me capita di andare a vedere gli Antwoord, perché sono un vip.

No scherzi a parte, avevo organizzato la cosa da tempo. Fattostà che dalla settimana scorsa sono in loop e ascolto solo una-due canzoni di questi disgraziati, ipnotizzato dalla vocina estremamente insolente della cantante; che è una roba tipo sindrome di Stoccolma, tipo eroina, non so. Ti fa male ma la vuoi sentire lo stesso, non so perché. Forse perché dopo aver ascoltato per quarantacinque milioni di anni gli Impetigo, magari vuoi cambiare. Non che gli Impetigo non mi vadano bene, anzi, sono anni che invidio a un amico la sua longsleeve degli Impetigo. Mi ricordo anche di aver visto, anni fa, in una bancarella a un concerto, una maglietta VERDE del gruppo, completamente verde con stampa nera, mi pare di Ultimo Mondo Cannibale. 'somma, tempo di chiamare casa e chiedere il permesso di comprarla (sì, succede anche questo in casa mia), e bam, me l'avevano comprata. Da allora decisi di comprare le magliette al volo, fregandomene di ognialtra cosa.

Il problema rimane: gli Antwoord li sento, mi sento la base pompata di I Fink U Freeky e impazzisco. Chissà come mai. Comunque, la trasferta di un paio di settimane fa ha avuto dell'epico, e ha segnato un altro passo nel Grande Libro delle Lente Vittorie Su Mia Mamma: sono tornato alle sette del mattino, dimostrando che posso tornare dopo la notte (vulgo: fare after) senza deflagrarmi, prendere fuoco con la luce solare, tornare drogato e/o con alcuni organi in meno. Tutto guadagno.

Nel frattempo, da allora, ho dovuto riprendermi dal viaggio (ho recuperato le ore di sonno e stanchezza tipo ieri), e ho continuato - come ho detto l'altro giorno - a fare la solita vita. Avrei potuto scrivere subito di questo viaggio, ma per dire cosa? Delle braghette corte delle migliaia di hipster maledetti presenti? Della diffusione del combo "baffetto-capello rasato-occhialoni" presente in quasi tutti i maschi? Del debosciato che mi ha guardato in silenzio, con aria di compatimento misto pena misto snobismo, quando gli ho chiesto il running order preciso della serata? Insomma, non ne valeva la pena. Parlare dell'hipster è dargli importanza, perciò li ignoro, come ignoro quel mio amico a cui piacciono i My Little Pony. Ognuno ha la sua malattia. Ora però voglio un pony sovietico di razza pzerwalski nel cartone. Per istruire i minori ai sacri valori dell'estrema sinistra sovietica, giusto per.

Post scriptum: il mio pc sta lentamente spegnendosi, come l'insegnante di Boe all'università degli alcolici nei Simpson. Spero che sopravviva abbastanza a lungo da permettermi di comprare un sostituto.

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