mercoledì 25 luglio 2012

Anche Cicerone vorrebbe dire "O tempora", ma è assente.

I più avranno notato che amo lamentarmi, del più e del meno, ma anche di tutto il resto. Voglio dire, non vorrei risultare un rompiballe, un assennato fino alla noia modello signora Cesira, ma effettivamente ho sempre qualcosa da dire (buffo: l'altro dì mi lamentavo con la mia fidanzata del fatto che mi lamento troppo, e lei troppo poco. Dovrei iniziare a vedere la cosa come un problema).

Comunque spesso ritengo di avere almeno un motivo per lamentarmi. Intendo: non è che mi lamenti del tempo, della pioggia, dei voti bassi o dei culi bassi, nè di fuffe varie (salvo mia mamma, ma capitemi). O perlomeno, questa è la mia idea, e ciascuno è  libero di spernacchiarmi. D'altronde, spesso m'è capitato di autospernacchiarmi, pensando che oggettivamente c'è, come si suol dire, sempre qualcuno che sta peggio di te.

Tuttavia, oggi mi sono imbattuto in un qualcosa che mi ha fatto - ahimè - riflettere, in senso negativo, pensando cioè al male di vivere, che spesso ho incontrato, anche qui, come si suol dire. Ho infatti visto sull'internet (thank you internet) quest'immagine interessante eppure morbosa.

Confido che blogger possa permettere di vederla espansa. Nel caso non si vedesse, e foste pure molto miopi, riporto il contenuto (in senso orario, dal primo riquadro a sx):

- screenshot di FaceBook, scritto in un pessimo inglese; credo di aver inteso che parli di gravidanza di una ragazza giovane (?), con commento finale tipo "Se abortisci andrai all'inferno, spera in Dio".
-screenshot di Twitter: "Vai al sodo, quando vorresti mandare qualcuno a fanculo".
-screenshot di FB: "Non vedo l'ora di vedere il mio maritino, più tardi ci divertiremo un casino, è l'unica persona che a vederla mi fa contenta 24/7"
-slogan vari ("Vivi una volta sola"), foto varie dei memes di FaceBook, foto varie in disco, logo del KONY2012 (una sorta di gigantesca campagna promozionale per salvare i minori africani dalla guerra e dal ruolo di soldati: nulla di male, ma svelatosi essere quanto di più fasullo e promozionato di sempre; si può dire si trattasse di una sorta di campagna pubblicitaria per pulire le coscienze).
-screenshot di FB: "Odio mia mamma così tanto, non mi ha comprato regali quest'anno, e mi ha dato solo soldi. TI ODIO PUTTANA." Risposta dell'amica: "Mi spiace, quanti soldi hai avuto?". Risposta: "Solo 750 dollari, ho chiuso con lei".
-screenshot di FB: Qualcuno condivide la foto di un piccolo negro moribondo, col commento "Metti mi piace se gli daresti da mangiare."
-ulteriori screenshot da noti show tv di MTV ("16 an pregnant" e "Jersey Shore"), più l'elevatissimo numero di visualizzazioni di un pezzo di Bieber su YT.

Il tutto condito dalla scritta, centrale, "Benvenuti nella mia generazione di merda".

Ora, tralascio puerili e futili commenti sugli show di MTV e sulla canzone di Bieber; per quanto prodotti scadenti, figli di una società consumista e frivola, ritengo semplicemente che ogni generazione abbia avuto le proprie cazzate assolute, in ambito di intrattenimento, e in questo caso son quelle di cui sopra. Certo, sicuramente ancora più infime di quelle precedenti, ma comunque non polemizzo. Non polemizzo nemmeno sulla felicità spicciola della ragazzina ("il mio maritino"), anche perché non riesco a capire quanti anni abbia (certoche, se fosse una ragazzina diciottenne o poco più, la cosa sarebbe grave), nè sulla ferocia del tizio "straight to the point", in quanto ogni adolescente della terra ha mandato a fanculo tutti, almeno una volta, e nemmeno sull'altro fedele di Dio antiabortista (gli scemi esistono).

Il resto però mi lascia agghiacciato. Mi lascia agghiacciato sapere della sconcertante avidità di qualcuno ("Solo 750 dollari!"), che evidentemente, oltre ad essere avido, non ha colto nemmeno il valore in sè del denaro, nè del regalo; mi lasciano agghiacciato l'esistenza di cose come il KONY o come questi post "salvo il mondo" via internet. Segnali orribili di una generazione sempre più aliena ed alienata, sempre più ricca, benestante, "ricca dentro", e lontana, sempre più, dalle miserie, non solo del terzo mondo, ma anche del loro. Gente che è nata e cresciuta in un mondo ricco, dov'è sempre Natale - almeno per loro - e non coglie nemmeno l'eventuale esistenza di forme di povertà, di disagio, finanche di diversità, arrivando a trattare un negro d'Africa come un buffo fenomeno, un qualcosa di brutto, certamente, di strano, ma di lontano, così lontano da potersi limitare a un pensiero positivo, qualcosa tipo "prego per te", senza mai fare qualcosa di concreto.

E la mancanza di azione non è, secondo me, legata ad una "malvagità" intrinseca, a un fregarsene; è legata proprio alla totale lontananza della cosa, all'essere cresciuti in un mondo di bambagia in cui "tout va bien", e in cui i problemi, lontani e sfumati, sembrano talmente aldilà (da noi, dall'essere risolti, dall'essere capiti) che anche la risposta è sfumata e lontana: un "mi piace" da FB, quanto basta. Possiamo fare una colpa a questi ragazzi? Forse sì; forse potremmo prenderli uno per uno, dar loro due ceffoni, urlare loro che per colpa del loro menefreghismo e della gente di questa risma il mondo va a rotoli (come diceva, senza troppi giri, la mia ex prof di filosofia). Potremmo, ma avrebbe senso? Sarebbe vero? No, non sarebbe giusto prendersela con una generazione cresciuta a Rolo ed MTV (o, in Italia, a Ruota della Fortuna e Nutella), cosa ne potevano loro? Cosa ne può un '96, un '98, se sua mamma lo ha parcheggiato davanti alla tv, facendogli regali su regali, rendendolo superficiale e provinciale? Poco, pochissimo; lo si può biasimare di non aver recuperato dopo, ma, come dicevo in altri post, non si può accusare chi non ha idea delle alternative.

Il KONY. Il modo migliore di sentirsi a posto con la coscienza. Un veloce documentario hollywoodiano, due negri armati di mitra, un po' di buone parole, tanti soldi e via. Ecco che tutti ci sentiamo attivisti, con la coscienza pulita, e magari anche in condizione di poter dire a qualcun altro "non lo sai? Io mi informo!". Il Subcomandante Marcos in lacrime. Ne cito uno a caso, per non voler citare nè il personaggione "mainstream", il Gandhi di turno, nè l'attivista sconosciutissimo morto durante un trasbordo di pecore in Anatolia (caro ai saccenti dei miei stivali); anche su questo ci sarebbe da lamentarsi (quanti, su FB, si mettono "Madre Teresa" o "Dalai Lama" fra gli eroi, ignorandone le connivenze e i reali comportamenti? E poi, peggio che mai, si sentono pii e alternativi? Ma lasciamo perdere...), ma sto zitto.

E sì, questa è una generazione involontariamente di merda. Superficiale, povera di valori e ottusa, resa incapace di coglierli e di capire cosa sta facendo e cosa sta succedendo, qui in Italia e nel resto del mondo, una classe che - con orrore - prima o poi avrà la stanza dei bottoni. Una classe che noi, che possiamo ancora salvarci, come in Alien e nei film di fantascienza catastrofici, dobbiamo educare, educare ad educarsi. Fornire un metodo, come Socrate, non calarci dall'alto. Evitare la fine dello spirito, della critica, della ragione; divertirsi va bene, guardare MTV in totale relax con una cola davanti anche, ma vivere con una leggerezza tale mi dà il voltastomaco. Anche Cicerone, qui, non avrebbe detto "O tempora, o mores", e nemmeno "Mala tempora currunt", ma probabilmente avrebbe sputato in terra.

1 commento:

  1. Hai presente la Belle Époque?
    I parallelismi sono notevoli, ed il capitolo conclusivo sarà pressochè uguale.
    L'unica cosa su cui mi interrogo è l'epilogo.

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