domenica 10 giugno 2012

Faccio cose vedo gente e ho la maglia dei Minotaur.

Quindi direi che per il momento potrei anche chiudere, almeno per un po', il capitolo "passato fumoso", che con i post precedenti ho contribuito a snebbiare un po'. Ha un suo fascino tutto questo, sia perché spiega la formazione del personaggio (mi sento un protagonista titano, così), sia perché mi sento proprio meglio io. Ho sempre preferito, in tal senso, risolvere le cose con delle spiegazioni chiare, piuttosto che con delle risposte secche; se uno dice, che so, "perché porti i capelli lunghi, cosa sei, un metallaro?", preferisco spiegargli con calma che sì, sono lunghi per quello, perché mi piacciono, ma anche perché per anni, ritornando al discorso di cui sopra, è stato tutto deciso, anche i capelli, che sono stati fra i primi gesti di cambio. Ma anche spiegargli di mio padre, che minacciava di tagliarmeli di notte e di sfigurarmi (apposta), e tutto il resto appresso.

Mi sento molto Victor Zsasz a scrivere così. Sembra che mi stia confessando per un qualche crimine; l'effetto è comunque interessante e piacevole, solleva ma nello stesso tempo mi fa quell'effetto di "sto condividendo cose importanti". Ok, non so dove volessi andare a parare con questa frase, volevo solo ricordare l'esistenza di Zsasz. Ora, invece, volevo chiudere il discorso, ricollegandomi parzialmente alla questione coinquilinato di cui spesso qui si parla, per poi chiudere entrambi gli argomenti e tornare a rialzare un po' il tono del blog, che ultimamente è scaduto nell'eccessivamente serio. Mi sforzo eh, sono tornato alle tre e passa, con decisamente troppo Martini nel sangue, e ho lottato duramente contro un feroce malditesta, combattuto stanotte a colpi di melone fresco e acqua.

Come diversi di voi avranno - spero - forse letto, ho deciso di trasferirmi altrove per gli studi specialistici, insieme alla mia fidanzata (per non diradare i rapporti, ma anche perché qui in città la specialistica di Lettere è veramente pessima per chi, come me, seguirebbe una formazione classica e non moderna); già pregusto, l'ho detto, da giorni, la libertà di starmene tranquillo, senza l'infinità di moine che la mia attuale coinquilina (vedi post precedenti) continua a infliggermi ogni giorno che il Signore ci manda sulla Terra. A questo proposito, confesso che ho anche un piccolo semi-mezzo-quasi-piano. Che sicuramente quasi nessuno approverà, nemmeno la mia fidanzata, io penso, ma va bene lo stesso. Che poi appunto, in realtà, non è un piano, o chissà cosa, è solo una cosa che ho deciso di fare.

Esempi: Lupo Alberto (noto fumetto italiano), molti numeri fa, storia natalizia; diversi animali della fattoria, insolentiti dalla burberità del cane guardiano (e sorvegliante della fattoria) Mosè nei confronti del Natale ne scatenano un attacco di rabbia. Dopo la reazione furiosa, si scopre che il cane soffre del suo ruolo di "feroce e burbero"; un piccolo incidente consente agli animali di inscenare, per lui, una situazione come nel film "La vita è meravigliosa" (Frank Capra), cercando di convincerlo che la sua vita è utile. Quando il piano è ormai riuscito, e i nostri stanno per svelargli lo scherzo in affettuosa bonarietà, Mosè si propone di vivere una vita nuova, non più burbero ma allegro e gioviale, "convinto" che la sua vecchia persona sia sconosciuta agli altri, e perciò non ne sia prigioniero. Un altro incidente però rovina il piano: Mosè crede a uno scherzo feroce e crudele, ritornando più burbero di prima.

Esempi, due: Davvero (webcomic italiano, perlopiù riservato a pubblico femminile e adolescente, ma bello lo stesso; ho un noto amore per queste robe smielate), una delle ultime puntate. La bella e provocante Selene, per ora fra le poche amiche e confidenti della protagonista, molto più grande (e matura) di quest'ultima, si scopre in realtà essere una persona fittizia: il suo vero nome è Roberta, ed è scappata di casa anni prima. Suo padre è un severo uomo "di legge" (anche se non è specificato come: poliziotto, magistrato, avvocato?), che ha speso gli ultimi cinque anni a cercare la figlia, sparita senza lasciare traccia, che ha per contro cambiato nome, abbigliamento, stile, lavoro, amici. Si è costruita la nuova identità di "Selene", rendendosi introvabile. Recentemente recuperata proprio dal padre, che minaccia di portarla "in uno di quegli istituti per quelle come te", riesce a scacciarlo, preparandosi però a fuggire di nuovo, per non farsi trovare.

Attraverso questi due esempi, non penso sia difficile capire; qui ho un nome, una faccia, e sono conosciuto per molte cose. Con mia grande gioia, quando uscii dal liceo, mi liberai di molte persone, i miei compagni di liceo, di grande limitatezza, in grado di cogliere, oggettivamente, molto poco, al di là della maglietta dei Minotaur. Maglia dei Minotaur uguale morte, dolore, persona triste dentro, persona cupa, magari violento, odia tutti, chissà se frusta la sua ragazza (mi son sentito dire anche questo), forse necrofilo (anche questo, da un'insegnante), eccetra eccetra eccetra. E' chiaro che perciò, qualsiasi cosa dicessi o proponessi, era sempre sospetta. All'Università, dove nessuno mi conosceva, ho pensato di presentarmi con una faccia diversa, dire "ciao, sono un simpaticone, e sì, ho la maglia dei Minotaur, ma sono buono", cosa che ha avuto effetto in larga parte, dandomi una "nuova vita". Poi mi sono iscritto a Facebook, creando uno scontro fra la vecchia vita e la nuova vita, fra il simpatico amico di tutti, studioso e serio, e il cialtrone satanico (molta gente non ha mai capito che sedici anni li abbiamo avuti tutti, ma che in genere dopo i sedici anni certe cose passano, quindi trattare uno come se ancora fosse così è un po' sgradevole). 

Quindi l'idea. Nella nuova città, nuova vita parte tre. Chi sono? Uno simpatico. Cos'è che ti piace? Mah, un po' tutto. Ma la maglietta dei Minotaur? Eh, storiacce. Rifarsi una vita e una faccia, ri-vivere dall'inizio, per riprendere anche il controllo di quest'ultima e non farsi più guidare da cose vecchie. Sento il bisogno di farlo. Anche perché spesso qui in città, andando in certi posti o guardando certe vecchie cose, mi vengono in mente pensieri, errori, cose del tipo "eh ma se allora avessi...", come quando uno gira nei vicoli, trova le chiazze di vomito di se stesso della sera prima e si pente, dicendosi "non dovevo bere". Più meno uguale. Ho avuto spesso l'idea di aver sbagliato molto e sprecato molti anni, ora mi si presenta la possibilità di essere diverso; quando andai ai corsi preparatori Erasmus, un anno fa (poi non ci andai, racconterò), incontrai solo persone diametralmente opposte a me. Gente "figa", come si suol dire, gente alla moda; gente che si diverte, che studiacchia, che vive una vita generica in cui succedono delle cose generiche, che ha amici, feste ogni tanto, disco. Io non è che viva in una caverna, in disco ci vado pure io, ma colgo una differenza. Quando entrai, tutti mi guardarono, sempre per via dei capelli, penso. Una volta, quando finirono i corsi, andai via, salutando tutti in modo affabile e dicendo tipo "Vado, cuffie nelle orecchie, Marracash a bomba e via". Una ragazza mi guardò stranita, mi chiese "Ma non è tipo un rapper?" "Sì perché?" "E tu ascolti rap?" "Anche, perché no?" "Non ne hai la faccia" "Non ho la faccia di tante cose"; da allora, saputo che ero "normale", il resto del gruppetto mi prese meglio. 

Ciò comunque non mi impedì di cancellarli tutti da Fìssbuc, tranne la ragazza che aveva chiesto tutto questo. Il senso del discorso è: non ho intenzione di cambiare, di spacciarmi da zero per un simpaticone maschio alfa re della disco, perché non lo sono, non lo sarò e non sarei credibile. Ma di vivere onestamente per quello che sono adesso, senza la mole di "passato" di un tempo. Come dire, ancor oggi ho la sensazione che, girando, la gente dica "Eh sì, ora è bello e profumato, ma una volta sai, aveva le magliette coi Satyricon (le ho ancora adesso, btw)". Forse perché i genovesi sono provinciali e malfidenti, forse perché io sono paranoico, non lo so.

Però so che è così. Nescio, sed fieri sentio et excrucior.


Post scriptum: se non avete mai sentito i Minotaur, "The Power of Darkness" è un gran bell'album. Mi pare che sia dell' '83 o '89, credo. Thrash tedesco.

1 commento:

  1. di solito prefesrisco commentare a voce ma stavolta mi lancio qui...
    Io in tutto ciò mi sento di una sola cosa, un "pericolo" opposto sul quale mi sento di esprimermi: se da una parte non vuoi essere identificato solo come "quello con la maglia dei Minotaur che chissà se frusta la fidanzata" (XD), d'altra parte sarebbe assurdo creare un personaggio nuovo completamente opposto, volutamente indefinito ("io ascolto TUTTO")perché sennò mi colgono in castagna e pensano che io sia un disadattato necrofilo estraniato dal mondo...
    Non si va avanti a personaggi...è un po' la sindrome di Pede...
    Ps: ti fai sempre troppe paranoie per i capelli, basta...sono morbidosi e ricciuti e coi capelli corti sembri un panettone. Oh.

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