lunedì 7 maggio 2012

Sindrome del pc, prima degli esami.

Stamattina m'è capitato un altro fatto increscioso.
Volevo riprendere il discorso sui Pokémon di ieri, aggiungendo qualche dettaglio buffo, e da lì iniziare a parlare di un'altra cosa, ma è appunto capitato un fatto increscioso.

Che non è il ritorno della mia coinquilina dal medico (confermando, alè, che non c'è ragione di urlacchiare o piagnucolare per il braccio), bensì il ritorno di un qualche trojan sconosciuto nel mio pc.

E' sfiga eh.

Apro il computer e - zac! - Avira comincia a trillare come un sismografo, segnalandomi un virus non identificato. Poco male, penso io, subito in quarantena e via. Ma dopo cinque minuti - zac! - secondo allarmino, identico, stesso virus. Alchè mi innervosisco, pensando di averlo eliminato subito. Com'è come non è, il numero di allarmini si moltiplica (uno ogni cinque minuti), il trojan persiste e persevera, nonostante i miei sforzi (inclusivi di eliminazione manuale delle cartelle incriminate, peraltro). Ma niente, persevera. 

Alla fine della fiera, decido di usare le maniere forti e formattare. Questo succede perché mi sono stufato di perdere il sonno dietro il pc, e quindi da tempo mi sono organizzato prontamente per queste eventualità. E quando dico "perdere il sonno", intendo veramente. Non a caso, ho chiamato questo fenomeno "sindrome del pc prima dell'esame"; è una cosa curiosa e vieppiù iellata, ma puntualmente, prima di ogni esame universitario degli ultimi anni, mi crashava paurosamente il pc la sera prima. Ma sempre eh. Ha iniziato con il secondo esame di latino (anzi, col primo), e ha continuato nel tempo. Ovviamente, siccome il pc è come mio figlio, non potevo, non avrei mai potuto, lasciarlo malatino lì, pieno di virus, mentre io andavo a divertirmi e a dare esami. Eh figuriamoci.

Ed infatti, inevitabilmente, sono finito per stare sveglio fino a ore turche pur di sistemare il pc. Antivirus, scansioni, controllini, backup di emergenza all'una di notte, controllo connessioni, eccetera eccetera. Il tutto per andare a dormire fumanti e svegliarsi l'indomani non col pensiero dell'esame (bazzeccole), bensì col pensiero di "oddio avrò installato tutto/funzionerà tutto/quando torno dall'esame controllo tutto speriamo di sbrigarci". Capirete che non si può andare avanti così. Una persona normale, una furba, probabilmente si sarebbe rassegato alla legge di Murphy sulla jella informatica e se ne sarebbe fatto una ragione; "quando torno a casa, con calma, sistemo". Ma io no, figurati. Giammai. E difatti ho risolto con un altro espediente: una furba partizione con tutti i dati, sempre superprotetta, più i dischi per formattare e reinstallare a portata di mano. Et voilà, mi becco un virus? Ma che problema c'è, formattiamo alla veloce e via. Reinstalliamo tutto (ho imparato negli anni a usare un numero essenziale di programmi), riattiviamo tutte le password su tutti gli account (che sono tutte drammaticamente simili: cambiano pochi numeri per indicare il sito, come se avessi un mazzo di chiavi numerate), e via, in quaranta minuti massimo siamo in piedi.

Pure stamattina, stessa roba. L'unica è che ho messo Win7, senza driver video, ma oh, sticazzi. Mi arrangerò, spero che non esploda tutto. Ma al limite mi basta girare gli occhi di 45° a destra per vedere, scintillanti e rotondi, i dischi di avvio di WinXP originale, che mi guardano con la faccia dei vecchi amici che rivedi dopo tanto tempo, come a dire "Ci siam sempre noi se tutto va male". Cari cari amici.

Anni fa, mi ricordo, ebbi il primo, feroce episodio di sindrome del pc da esame; però fu una ricaduta fuori stagione, in quanto capitò la mattina prima della mia partenza per le vacanze in Corsica. A luglio. Figuriamoci. Lavorare al pc a luglio. E avevo anche perso i dischi di avviamento, motivo per cui rimediai urgentemente con una copia di Ubuntu presa alla veloce da internet. Tenni Ubuntu circa due anni, non avendo minimamente voglia di cercare di dischi originali (sì lo so, scusatemi, li ho trattati come vecchi commilitoni prima e ora dico che di loro non me ne fregava una ceppa, sono incostante, son peggio di Britney Spears, lo so); poi però, realizzato che la stragrande maggioranza dei programmi che mi servivano (tipo Reason) non funzionavano, mosso dalla disperazione, mi decisi a usare Windows. Da allora pensai che forse una configurazione pratica e veloce sarebbe stata una mossa azzeccata, ma oh, niente. Testa di coccio. Dovetti aspettare (appunto) il primo esame di latino per rimediare. All'ultimo formattone letale, mi ricordo (nonostante tutto sono sempre restio), rimasi sveglio fino tipo alle tre di mattina, per poi andare a dormire (mentre Combofix operava con furia cercando di eliminare i virus) e svegliarmi a intervalli regolari, tipo suora spagnola o monaco greco ortodosso con le preghiere, controllare, notare che "la scansione non è completa" e tornare a dormire e a sognare Bill Gates che ride di me, mentre in un fetido sottoscala un ciccione sudato, forse messicano, ride di me che ho preso il suo maledetto virus.

Amici ciccioni messicani, ricordatevi questo: nella carta di credito non ho una lira, e peraltro ho pure la Postepay, quindi insomma, piantatela lì. La truffa telematica con me non funziona, per favore, basta. Pensate al sonno. Al mio, perlomeno.

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