lunedì 14 maggio 2012

Coinquilinismo avanzato.

Ora, viene da porsi delle domande sull'oggettivo senso del coinquilinato - come lo intendo io e come l'ho inteso sinora.

Son rientrato da qualche ora a casa dal mio weekend padano (di cui accennato lo scorso post); nel rientrare, stavo riflettendo giustappunto sul come lo stare a Padova, piacevolmente ospitato dalla mia fidanzata, fosse particolarmente piacevole. Questo per diversi motivi, fra cui, naturalmente, il cosiddetto "gusto di libertà" che si respira; diceva infatti un mio amico che, una volta andato in Erasmus (alla fine provai ad andare ma fu un flop, una volta o l'altra racconto), avrei "provato la libertà" di gestirmi la mia giornata-casa-vita e, una volta tornato a casa, molte cose sarebbero cambiate. Anche andare pochi giorni a Padova e contribuire - in piccolo - alla gestione di casa ha avuto, comunque, lo stesso effetto; cose tipo "fare la spesa", "tenere in ordine", "pensare alla cucina" e affini, sebbene fatte in totale rilassatezza (ergo: nessuno ti corre dietro se sporchi un solo piatto in più) e per pochissimo tempo ti fanno apprezzare il fatto che le stai facendo tu, perché "finalmente" devi pensarci tu, e non perché qualcuno te lo sta chiedendo.

Intendiamoci: queste parole trasudano di quel desiderio di "voglio andare a vivere da solo" che hanno una marea di ragazzi della mia età, e che poi, dopo una decina d'anni (ma anche meno), scompare, sostituito dal "che palle devo pulire". Ma questo, vista la situazione in cui io personalmente verso, ora non mi riguarda. Qual'è la situazione, ci si chiede? Dove sto andando a parare? Eh, bella domanda.

Rientro a casa, poso la valigia, poso i souvenir (un pacco di biscotti e poco più), entro in camera. Noto subito una cosa: un ordine inquietante. Non va bene, qualcuno è entrato in camera mia e non si è preoccupato di non lasciare tracce. Alcune cose vanno bene, tipo il letto rifatto, ok, grazie, ben gentile. Esamino la mia libreria; tenevo alcune pile di cd, una sulla destra (cd scarsi da buttare via o rivendere ai gonzi), una sulla sinistra (cd da mettere da parte, da sentire o già sentiti, in ordine). Scomparsi. Messi nella libreria, reparto "libri classici universitari" (ma non libri, intendo proprio i testi classici che ho tradotto, roba tipo il Critone e affini), così. In bell'ordine. 

Pennarelli da lavoro; uniposca vari, scotch, taglierini, forbici. Pennini fini più o meno indelebili, più o meno usati (di cui ricordo quanto siano ancora in grado di scrivere in base a quanto il tappo è rosicchiato). Normalmente disposti in buon ordine sulla scrivania; i pennini a sinistra della tastiera del pc (con gli uniposca), gli oggetti grossi a destra, in un vano. Scomparsi. Messi in bell'ordine in un portapenne ("Ma ti ho comprato un portapenne nuovo!!") in un vano, sezione "dischi di ripristino di emergenza del pc", insieme a cose fondamentali, ma che non devono stare lì.

Caricatore del cellulare, dell'mp3, cavi usb vari, alimentatore del portatile; scomparsi dalla scrivania, in ordine in una scatoletta, fuori posto e fuori vista, nonchè fuori mano: fino a prova contraria, i cavi del pc dovrebbero stare vicino al pc. Niente. Di coccio.

"Ho passato quattro ore nella tua stanza, era tutto in disordine"
"Ah perché adesso..."
"Eh adesso è in ordine"
"No veramente non c'è una cosa una al suo posto, è tutto nel tuo ordine"
"Ma prima era tutto per aria"

Non polemizzo e vado a radermi e a mettermi in ordine (s'è capito che ho perso la voglia di polemizzare da anni); rientra in bagno.

"Comunque il nuovo Windows che hai messo non va bene (Win7, ndr), non riesco ad aprire i miei files"
"Quali files?"
"I documenti di Office"
"Non è possibile, c'è Open Office uguale a prima"
"No, prima c'era Open Office 1, ora leggo Open Office 3, magari è quello"
"O magari tu non sai usare Win7"
"No è impossibile, io so usare benissimo il computer, a scuola sono bravissima, tengo io tutta l'amministrazione in tutto l'ufficio (a scuola = in ufficio, ndr)"
"Eh mi sa di no. Una persona che sostiene che la versione aggiornata di un programma, tipo la 3, non apra i files vecchi, tipo la 1, mi sembra un po' scarsina, bisognosa di ripetizioni dalle basi"
"Eh allora dovresti vedere le altre colleghe nella pubblica amministrazione (segue aneddoto lungo e inutile in cui si smerdano le colleghe a suo esclusivo favore)

"Va bene mamma fammi vedere"
Accendo il pc, collegamento utente "Mamma"; cartella documenti... File qualsiasi di Office... Stranamente si apre. Appare una finestra di dialogo: "Benvenuti in Office, primo avvio, prego inserire il vostro nome proprio, sarà usato come nome utente".

"Mamma, questo perché non lo hai fatto? E' chiaro che non apre nessun file finchè non gli dici chi sei, è una finestra di dialogo base..."
"Eh non sapevo cosa fare"
"Non sai mettere NOME e COGNOME?"
"No è che magari era una roba strana da amministratore, poi tu mi sgridi"
"NOME E COGNOME sono una roba strana?"
"Eh magari"
"Mamma, esci di qui"

Ora avete capito perché una persona, maschio bianco adulto, sano, ventiquattro anni, non vuole vivere più con sua mamma.

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