venerdì 11 maggio 2012

Caldo becco.

Comunque sia, sono tornato a Padova dalla mia fidanzata; non era proprio più possibile diradare i rapporti.Ciò apre la possibilità a raccontare mille aneddoti sul mio viaggio in treno, ma in realtà no: non è successo un tubo. Anzi, essendomi svegliato alle cinque, non ho avuto proprio le forze di stare cosciente e, complice il fatto che treno e autobus mi fanno un effetto letale, in pochi minuti già ronfavo della grossa. Tanto che un controllore ha dovuto svegliarmi per il biglietto con un rude "OH!" e un colpo sulla spalla. Che modi, il villano.

In ogni caso fa un caldo becco qui a Padova eh. Ma qualcosa da cartone animato proprio, son dovuto correre a cercarmi dei pantaloni corti (non pensavo di doverne portare), che ovviamente non ho trovato (ma essendo io molto stupido sono uscito dal negozio con una maglietta di Star Wars, la quarta; non so resistere alle magliette di Star Wars, letteralmente. Entro nei negozi, le vedo e le compro ancora prima di pensare "ehi ma ne ho già un botto", prima o poi finirà che ne comprerò un doppione come faccio coi dischi dei Napalm Death).

A parte il caldo, comunque, il viaggio in treno è sempre piacevole; intendo, a me piace viaggiare in treno, è un mezzo lento, rilassante, si può chiacchierare, fraternizzare, farsi i fatti altrui (tipo spiare cos'ha la gente nei panini, cosa legge, sentire quali scemenze dicono per telefono...), eccetera eccetera. Ora, mi risulta che anche Sheldon di Big Bang Theory apprezzi i treni, ma non so perché (ho smesso di seguire la serie quando  ha smesso di far ridere, alle prime puntate della terza serie): vorrei assicurare che non c'è comunque nessuna analogia o spirito di imitazione.

Mi ricordo, invece, che un tre-quattro anni fa feci un viaggio in treno straordinario, su un notturno diretto Venezia-Praga che oggi purtroppo non esiste più; peraltro, quando arrivai a Venezia ebbi anche una fugace visione di un treno che credo fosse l'Orient Express, che figata. Eravamo io, la mia fidanzata e un caro amico, diretti a Praga per un festival di metal estremo; il viaggio fu sicuramente geniale, proprio perché una lunga traversata ti lascia la possibilità di chiacchierare del più e del meno per ore. E al ritorno potemmo pure insolentire le nostre esistenze con dei panini micidiali comprati a Praga, fra cui uno ripieno di insalata Waldorf-Astoria (avevo scritto per errore Warlord; ascolto troppo black metal). Il problema però è che questo amico mio - che è uno dei miei amici più cari, ci tengo a precisare che non sto sparlandone in maniera casuale e demenziale come faccio altresì per tutti gli altri (non è vero, vi amo tutti) russa in un modo allucinante. Ricordo che, verso le due-tre di mattino, nella cuccetta, si sentiva un rumore di segheria spaventoso. Mi voltai verso la cuccetta della mia fidanzata, che mi guardava, occhio a metà fra l'aperto-assonnato e lo spalancato-terrorizzato, come a dire: "Ma perché, ma com'è possibile". 

Bei momenti.

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